La rivoluzione annunciata da Gerry Cardinale non basta a placare la rabbia del tifo milanista. Dopo il pesante comunicato con cui RedBird Capital Partners ha azzerato i vertici dell’area sportiva del Milan, nella notte sono comparsi nuovi striscioni nei pressi di San Siro, segnale di una contestazione che continua a crescere.
Nel mirino dei tifosi c’è soprattutto Zlatan Ibrahimovic, destinato ad assumere un ruolo centrale nella nuova struttura dirigenziale del club. “Ibra male assoluto, Allegri e Tare unici uomini veri”, recita uno degli striscioni apparsi all’esterno dello stadio. Un messaggio che ribadisce la posizione già espressa durante la protesta andata in scena prima di Milan-Atalanta e che sorprende anche per la difesa nei confronti di Massimiliano Allegri e Igli Tare, entrambi sollevati ufficialmente dall’incarico nelle ultime ore.
La contestazione non risparmia però nemmeno la proprietà e la squadra. Altri striscioni attaccano direttamente Gerry Cardinale e la gestione societaria, mentre il gruppo guidato da Mike Maignan e Rafa Leao viene indicato come complice del fallimento sportivo della stagione. “Giocatori e società, tutti colpevoli”, è l’accusa lanciata dai tifosi dopo il ko contro il Cagliari, risultato che ha definitivamente fatto esplodere la tensione nell’ambiente rossonero.
Nel comunicato ufficiale, la proprietà ha definito “inequivocabile” il fallimento della stagione, annunciando una profonda riorganizzazione del club. Con effetto immediato sono stati rimossi l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare, l’allenatore Massimiliano Allegri e il direttore tecnico Geoffrey Moncada.
La proprietà ha spiegato che l’obiettivo iniziale era riportare il Milan stabilmente ai vertici della Serie A e qualificarsi in Champions League. Un traguardo sfumato nel finale di stagione, culminato con risultati considerati ben al di sotto delle aspettative.
Adesso il Milan si prepara a ripartire da nuove figure dirigenziali, ma il clima attorno al club resta pesantissimo. Per ricostruire il rapporto con la tifoseria serviranno tempo, chiarezza e soprattutto risultati.