Quasi 500 morti in un anno: il Nepal fa i conti con l’impatto dei disastri naturali

In un anno quasi 500 vittime per calamità diffuse: incendi, frane e serpenti tra le cause principali, migliaia i feriti e sfollati

Quasi 500 morti in un anno: il Nepal fa i conti con l’impatto dei disastri naturali

Un bilancio pesante, che sfiora le 500 vittime, evidenzia la crescente vulnerabilità del Nepal agli eventi naturali estremi. Secondo un rapporto ufficiale pubblicato lunedì dall’Autorità Nazionale per la Riduzione e Gestione del Rischio di Disastri, 496 persone hanno perso la vita negli ultimi dodici mesi, nel periodo compreso tra il 14 aprile 2025 e il 13 aprile 2026.

I dati, diffusi dall’agenzia di stampa Xinhua, delineano un quadro complesso e articolato, in cui a incidere maggiormente non sono stati eventi singoli di grande portata, ma una molteplicità di incidenti diffusi sul territorio. Gli incendi risultano la principale causa di morte, con 106 vittime, seguiti dai morsi di serpente (101 decessi) e dalle frane, responsabili di ulteriori 76 morti.

Oltre al numero più elevato di vittime, gli incendi hanno prodotto anche il maggior impatto in termini di feriti e danni materiali, confermandosi tra i fenomeni più critici per la sicurezza della popolazione. Nel complesso, il rapporto registra 7.716 incidenti legati a disastri naturali, che hanno causato 1.991 feriti.

Il bilancio si aggrava ulteriormente considerando le persone scomparse, pari a 38, e le conseguenze sociali: ben 13.693 famiglie sono state direttamente colpite dalle calamità nel periodo analizzato.

Il documento sottolinea implicitamente la necessità di rafforzare le strategie di prevenzione e risposta, in un Paese caratterizzato da una morfologia fragile e da condizioni climatiche che favoriscono il verificarsi di eventi estremi. La combinazione di incendi, fenomeni geologici e rischi ambientali diffusi continua infatti a rappresentare una sfida strutturale per le autorità nepalesi.