Rai: Roberto Giachetti si incatena alla Camera e passa allo sciopero della sete

Protesta estrema per il blocco della Vigilanza. Fontana: "Preoccupazione, servono soluzioni". Presidio medico h24 a Montecitorio

Rai: Roberto Giachetti si incatena alla Camera e passa allo sciopero della sete

Sale la tensione politica attorno alla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti si è incatenato nell’Aula della Camera dei Deputati annunciando il passaggio dallo sciopero della fame a quello della sete, in segno di protesta “contro il sequestro della Commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza”. L’iniziativa del parlamentare arriva dopo dodici giorni di sciopero della fame e punta a denunciare, secondo quanto sostenuto dallo stesso Giachetti, l’impossibilità per la Commissione di svolgere regolarmente i propri lavori istituzionali.

Secondo quanto riportato da RaiNews, Giachetti ha dichiarato di volersi “autosequestrare nella casa della democrazia”, annunciando che non avrebbe lasciato l’Aula “finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai”.

Nel corso della giornata, dalla Camera dei Deputati è stata diffusa una nota ufficiale nella quale si comunica che, in relazione alla protesta del deputato, è stato attivato il presidio medico con ambulanza e che le condizioni di salute del parlamentare sono state immediatamente monitorate dal personale sanitario presente a Montecitorio. La struttura medica, viene precisato, resta a disposizione per tutta la durata della protesta.

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha incontrato Giachetti direttamente in Aula, esprimendo “apprensione e sincera preoccupazione” per il protrarsi dello sciopero della fame e della sete. Nella stessa nota, Fontana ha inoltre ribadito la necessità di trovare una soluzione condivisa sul nodo della Vigilanza Rai, richiamando anche il monito del presidente della Repubblica affinché la Commissione possa “esercitare appieno i suoi compiti”.