Una proposta di legge presentata dalle eurodeputate della Lega Anna Maria Cisint, Susanna Ceccardi e Silvia Sardone riporta al centro del dibattito politico i temi dell’immigrazione, della radicalizzazione religiosa e dell’integrazione. Il cosiddetto “pacchetto Islam”, presentato alla Camera, contiene una serie di misure che puntano a rafforzare i controlli su luoghi di culto, finanziamenti esteri, permessi di soggiorno e simboli religiosi nei luoghi pubblici.
Tra i punti principali del testo figura l’istituzione di un registro degli enti religiosi e dei ministri di culto appartenenti a confessioni prive di intesa con lo Stato, insieme all’obbligo di maggiore trasparenza sui finanziamenti provenienti dall’estero. La proposta prevede inoltre sanzioni più severe nei confronti di soggetti ritenuti promotori di radicalizzazione religiosa.

Uno degli aspetti destinati a suscitare maggiore confronto riguarda il velo integrale. Il documento propone il divieto nei luoghi pubblici, salvo eccezioni specifiche legate a motivi sanitari, sportivi o religiosi nei luoghi di culto. Prevista anche l’introduzione del reato di “costrizione all’occultamento del volto”. Nel testo compare inoltre il divieto per le ragazze under 14 di indossare il velo negli istituti scolastici, misura che secondo le promotrici avrebbe l’obiettivo di favorire integrazione e parità di diritti.
La proposta interviene anche sul sistema dei permessi di soggiorno, introducendo un meccanismo basato su crediti e punteggi. In base al testo, il mantenimento del permesso sarebbe legato al rispetto di determinati requisiti, con la possibilità di revoca in caso di perdita del punteggio minimo previsto.

Le tre esponenti della Lega hanno collegato l’iniziativa alla necessità di contrastare episodi di radicalizzazione e violenza attribuiti al fondamentalismo islamico, sostenendo la necessità di “rafforzare gli strumenti normativi” sul tema. Le opposizioni e diverse associazioni, invece, contestano l’impostazione del provvedimento, ritenendolo divisivo e potenzialmente discriminatorio nei confronti della comunità musulmana.