L’europarlamentare Roberto Vannacci torna a sollevare una dura polemica sulla gestione dei fondi destinati al sostegno dell’Ucraina. Con un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, l’ex generale ha messo nel mirino la strategia del governo e dell’Unione Europea, chiedendo l’immediata interruzione dell’invio di aiuti militari e finanziari a Kiev.
Il nesso tra carovita e conflitto
Secondo Vannacci, esiste una correlazione diretta tra l'impoverimento delle famiglie italiane e il proseguimento delle ostilità in Europa dell'Est. L'esponente politico sottolinea come le risorse "regalate" all'Ucraina stiano alimentando una guerra che "fa crescere il costo dell'energia e delle materie prime", con ricadute "disastrose sulla nostra economia".
"Le famiglie italiane non arrivano a metà mese strette nella morsa del carovita e del carobollette," scrive Vannacci sui social, citando inoltre le criticità del sistema sanitario nazionale e dell'edilizia popolare.

Accoglienza e welfare
Nel suo lungo sfogo su Facebook, Vannacci non risparmia critiche alla gestione dei flussi migratori, collegandola alla tenuta dello stato sociale. L’europarlamentare parla di un welfare "rosicchiato" e contesta apertamente i paradigmi dell'accoglienza, definendo "falsi" i richiami ai diritti umani utilizzati, a suo dire, per giustificare l'ingresso di stranieri in Italia.
La critica alla corruzione e il paradosso energetico
È francamente intollerabile assistere allo spettacolo di una gestione dei fondi che appare fuori controllo: mentre chiediamo sacrifici agli italiani, leggiamo di episodi di corruzione che si traducono in ville, yacht di lusso e seratine mondane finanziate indirettamente dai nostri aiuti. Ma il paradosso più grottesco riguarda l’energia: siamo di fronte alla beffa di un’Ucraina che, con i soldi ricevuti dall’Occidente, continua a comprare gas e petrolio proprio dalla Russia.
Il risultato di questa ipocrisia geopolitica è sotto gli occhi di tutti i cittadini che si fermano alla pompa di benzina: mentre noi, per fedeltà a una linea di rigore, teniamo ostinatamente chiusi i rubinetti con Mosca, il prezzo del gasolio schizza oltre i 2,2 euro al litro. È un corto circuito economico e morale: stiamo impoverendo le nostre imprese e le nostre famiglie per alimentare un sistema che, da un lato, spreca risorse in lussi privati e, dall'altro, continua a foraggiare il nemico che dice di voler combattere.
La richiesta: "Prima gli italiani"
Il post si conclude con un appello per un cambio radicale di rotta nelle politiche di bilancio. Per Vannacci, la priorità assoluta deve tornare a essere la sicurezza interna, il sostegno alle imprese e la tutela dei nuclei familiari italiani. "Basta risorse sprecate, basta soldi e armi all'Ucraina," conclude il post, ribadendo la necessità di reinvestire tali capitali entro i confini nazionali.