Dopo sedici anni, l'era Viktor Orbán è finita. In Ungheria il partito conservatore filoeuropeo Tisza, guidato da Péter Magyar, ha vinto le elezioni parlamentari con oltre il 54% dei voti, aggiudicandosi 138 dei 199 seggi in Parlamento. Fidesz, il partito di Orbán, si è fermato sotto il 37% e, per effetto della legge elettorale vigente, otterrà solo 55 seggi. Lo riporta RaiNews.
Magyar ha tenuto una lunga conferenza stampa rispondendo alle domande di tutti i giornalisti presenti, un primo segnale di discontinuità rispetto al predecessore, che concedeva interviste solo a una ristretta cerchia di cronisti fiduciosi. "Il popolo ungherese non ha votato per un semplice cambio di governo, ma per un completo cambiamento di regime", ha dichiarato. Con una maggioranza superiore ai due terzi dei seggi, Magyar potrà intraprendere riforme costituzionali ambiziose: ha già annunciato che intende limitare a due il numero di mandati consecutivi per il ruolo di primo ministro, misura che si applicherà retroattivamente a Orbán, impedendone la rielezione.
Sul fronte istituzionale, Magyar ha promesso di ripristinare lo stato di diritto, riformare le strutture governative per renderle più indipendenti e combattere la corruzione, anche attraverso un apposito Ufficio per il recupero dei beni nazionali. Ha inoltre annunciato l'intenzione di introdurre l'euro in Ungheria entro il 2030 e di sbloccare i miliardi di fondi europei congelati sotto Orbán per violazioni dello stato di diritto. Sul fronte della politica estera, ha promesso di porre fine all'ostruzionismo ungherese in sede europea, pur opponendosi a una corsia preferenziale per l'adesione dell'Ucraina all'UE. Ha anche annunciato che rivedrà tutti i contratti energetici con la Russia, pronti a essere rescissi "se necessario".
Le reazioni europee sono state entusiastiche. "Vorrei dire al popolo ungherese: ce l'avete fatta di nuovo, contro ogni previsione, come nel 1956 e come nel 1989", ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha parlato di "spirito democratico" del popolo ungherese, mentre il presidente ucraino Zelensky ha auspicato una nuova stagione di cooperazione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto gli auguri a Magyar e ringraziato Orbán "per l'intensa collaborazione di questi anni", sottolineando i legami storici tra Italia e Ungheria. Il vicepremier Antonio Tajani ha ricordato che Magyar siede al Parlamento Europeo nello stesso gruppo di Forza Italia, il Partito popolare europeo.
Da Mosca arrivano segnali contraddittori. L'inviato speciale di Putin Kirill Dmitriev ha sostenuto che la vittoria di Magyar "non farà altro che accelerare il collasso dell'UE", mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha oscillato tra apertura e chiusura nel giro di poche ore, prima rispettando la scelta degli ungheresi e poi definendo l'Ungheria "non un paese amico". Il ministro degli Esteri Lavrov si è detto invece disponibile a costruire relazioni con il nuovo governo.