Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, interviene nel dibattito sull'educazione alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili nelle scuole, respingendo le interpretazioni secondo cui la recente normativa sul consenso informato impedirebbe lo svolgimento di attività di prevenzione in ambito scolastico.
In un video diffuso sui social, il ministro ha riferito di essere rimasto "sorpreso" dopo aver visionato l'intervento di una professoressa dell'Università di Palermo durante un congresso scientifico. Secondo quanto riportato da Valditara, la docente avrebbe affermato che, a seguito del cosiddetto "decreto Valditara", non sarebbe più possibile svolgere attività di prevenzione sessuale nelle scuole per contrastare le malattie sessualmente trasmissibili senza il consenso dell'intera scolaresca e dei genitori.
Il titolare del dicastero dell'Istruzione ha contestato tale ricostruzione, sostenendo che la normativa in questione non introduce alcun divieto in materia. "Purtroppo non è così, ma non è colpa della professoressa, è colpa delle menzogne che sono state diffuse da alcuni esponenti dell'opposizione", ha dichiarato.
Valditara ha quindi spiegato che la legge sul consenso informato richiamata dalla docente rinvia, per quanto riguarda i contenuti dell'insegnamento, alle Indicazioni nazionali e alle Linee guida per l'educazione civica. Secondo il ministro, proprio nei nuovi documenti elaborati dal ministero è stata introdotta per la prima volta, in maniera esplicita, l'educazione alla prevenzione dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili.
"Proprio nelle nuove Indicazioni nazionali è prevista per la prima volta l'educazione alla prevenzione dei rischi nei confronti delle malattie sessualmente trasmissibili", ha affermato Valditara, aggiungendo che tale previsione non era presente come obbligatoria nelle precedenti Indicazioni nazionali.
Il ministro ha infine ribadito la propria posizione con un appello a contrastare quelle che considera informazioni non corrispondenti al contenuto effettivo della normativa: "Quindi basta menzogne".