Box Box, race in the USA

Tra show e business, il legame tra F1 e Stati Uniti attraversa piste estreme, successi leggendari e contraddizioni mai risolte

Box Box, race in the USA

La formula 1 sbarca a Miami nel gran premio più kitsch della stagione
Il rapporto tra gli States e il circus è sempre stato particolare
Amore ma con un filo di distacco e con un occhio perenne a incassi e audience
Indianapolis è stata spesso parte del mondiale ma mai veramente nel DNA della formula 1
Schumacher ci ha dominato 5 volte tra il 2000 e il 2007

Poi ci sono stati circuiti imprevedibili e a volte impresentabili
Ripercorriamo qualche passaggio incredibile del rapporto Usa - F1

Watkins Glen

Dal 61 al 80 teatro spesso finale del mondiale
Circuito permanente nel nord est americano flagellato dal gelo e dal maltempo
Circuito veloce tecnico e pericoloso. Ha visto grandi vincitori vedi Hill , Stewart, Peterson, Hunt , Lauda e Villeneuve.

Long Beach

Teatro dal 76 al 83 del Gp Usa West in California
Circuito con saliscendi, tombini , dossi e muretti scenario di gran premi esaltanti in condizioni minime di sicurezza ma entusiasmanti per sorpassi e coraggio
Strepitose vittorie per Regazzoni , Villeneuve Piquet, Lauda e Watson.

DETROIT PHOENIX DALLAS LAS VEGAS

Circuiti irreali per layout e pericolosità
Eppure alcune corse restano leggendarie
Senna che trionfa a Detroit con la Lotus tra tombini e marciapiedi, Rosberg padre che trionfa a Dallas col asfalto sgretolato per il caldo e Mansell che sviene spingendo la sua macchina, Alesi che si inventa sorpassi da brivido a Phoenix in un duello epico contro Ayrton e il leggendario quanto improbabile parcheggio del Cesar's Palace a Las Vegas nel 81 e 82 adibito a circuito con curve solo a sinistra

Oggi negli States si corre oltre a Miami anche ad Austin in un circuito bellissimo e impegnativo e a Las Vegas in un impianto rinnovato e velocissimo

Formula 1 a stelle e strisce
Un amore sempre complicato ma ancora con tante pagine da scrivere