Gli Stati Uniti hanno annunciato un contributo finanziario di 100 milioni di dollari per la riparazione del sistema di confinamento della centrale nucleare di Centrale nucleare di Chernobyl, danneggiato da un attacco di droni attribuito alle forze russe nel febbraio 2025. La notizia, riportata da Pravda Gerashchenko, evidenzia l’urgenza degli interventi necessari a garantire la sicurezza dell’impianto, considerato uno dei siti più sensibili al mondo dal punto di vista radiologico.
Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Energia ucraino, Denys Shmyhal, il costo complessivo per il ripristino della copertura protettiva, nota come New Safe Confinement (NSC), ammonterebbe a circa 500 milioni di euro. Il contributo statunitense rappresenta quindi una prima quota significativa del finanziamento necessario per completare i lavori di messa in sicurezza.
In una nota ufficiale, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha sottolineato i rischi legati al mancato intervento: senza il pieno ripristino dell’NSC, non sarebbe possibile garantire una protezione adeguata contro eventuali dispersioni di materiali radioattivi. Il comunicato invita inoltre i partner internazionali, in particolare i Paesi del G7 e dell’Europa, a contribuire finanziariamente per condividere l’onere degli interventi.
Parallelamente, le squadre di emergenza continuano a operare sul sito per contenere e mitigare le conseguenze dei danni subiti dalla struttura. Gli interventi si concentrano sia sulla stabilizzazione delle aree colpite sia sulla prevenzione di ulteriori rischi ambientali.