Quando arriva giugno le giornate si riempiono di momenti vuoti, si cercano quindi libri da leggere nelle lunghe giornate estive, si va a cercare a volte nelle cantine, a volte nelle soffitte delle madri. E’ capitato così che per caso è uscito fuori A letto con Maggie di Jennifer Weiner, un romanzo rosa pubblicato nel 2002, la trama, nonostante i vent’anni sulle spalle, è attuale, in particolare, le due protagoniste si distinguono per un tratto netto, quello del peso; Maggie una extra-small e Rose una extra-large.
Quello del peso, è un tema arrivato dirompente sulle pagine del gossip anche negli ultimi giorni, parlando di Ariana Grande, Emma Marrone e Tate Mc Rae.
Sembra che gli anni siano passati ma la politica del ‘magro è bello’, che ha avuto il suo picco massimo con Kate Moss e l’heroin chic, non sia svanita ma si sia solo trasformata subdolamente, tanto da portare a chiedersi ad un certo punto, se veramente si era riusciti a far vincere la body positivity contro la magrezza assoluta.
E’ invece apparso, come per magia, l’Ozempic (farmaco usato per curare il diabete, trasformatosi in una scorciatoia per perdere peso) ed un nuovo mondo di magrezza tossica che ha portato ad una nuova ondata di dismorfia, che nonostante anni di educazione alimentare e lotte alla consapevolezza ancora una volta porta la massa a giudicare gli artisti in base al corpo e non alla propria arte, è il caso di Tate Mc Rae ed Emma etichettate come grasse come succedeva ad Ambra Angiolini nel ’94 e a Britney Spears nei primi Anni duemila e poi c’è Ariana Grande dal lato opposto etichettata come pelle ed ossa.

C’è chi si chiede dall’inizio del nuovo tour della cantante italo-americana, se non sia caduta vittima di un disturbo alimentare, chi invece esprime solo opinioni e giudizi, leoni da tastiera che si ergono e si incoronano giudici unici di fronte al mondo, in particolare giudicando il valore e le capacità di una donna in base all’aspetto fisico.
Su Emma pagine e pagine di riviste e post sui social network che si sprecano parlando del suo essere troppo in carne, quando il suo corpo ha affrontato interventi e malattie e nonostante questo è riuscita a rialzarsi e continuare a fare il lavoro che le piace e che modestamente, le riesce anche egregiamente; non serve certo un’articolo per difenderla perché da sempre la cantante pugliese risponde alle critiche in prima persona.
Abbiamo poi nel ventaglio di donne nel mirino dell’ultima settimana Tate Mc Rae, anche lei etichettata come grassa, non capendo che il corpo che la fa ballare durante i concerti è quello di una ballerina, un corpo allenato, che deve sostenere ore di coreografie e performance, forgiato dalla fatica.
Questo è il panorama di donne che da anni si vedono sui giornali, corpi sani, corpi veri, malgrado questo però l’unico metro di riferimento rimangono le supermodelle da passerella, anche loro con corpi allenati ma a volte al limite del sano, che però non sono la normalità ma l’eccezione.
E’ qui che di nuovo il quadro della società che si presenta al mondo è sporco, pieno d’imperfezioni e giudizi non richiesti tanto da chiedersi non più di chi sia la colpa ma quale sia il miglior modo per restaurarlo.