Papa Leone XIV ha rinnovato il proprio sostegno ai migranti durante l'ultima giornata della sua visita pastorale in Spagna, scegliendo le Isole Canarie come luogo simbolico per un nuovo appello all'accoglienza e all'integrazione. La notizia è stata riportata da France24, che ha seguito le tappe del viaggio del Pontefice nell'arcipelago spagnolo, uno dei principali punti di approdo in Europa per i flussi migratori provenienti dall'Africa.
Nel corso di un incontro con migranti ospitati in un centro di accoglienza a Tenerife, Leone XIV ha affermato che "siamo tutti, in un certo senso, migranti", sottolineando come il fenomeno della mobilità umana rappresenti una realtà che accomuna popoli e generazioni.
Il Pontefice ha evidenziato l'importanza di un percorso di integrazione fondato sulla reciprocità. Rivolgendosi ai migranti, ha invitato a conservare la propria identità culturale senza rinunciare all'impegno di inserirsi nella società di accoglienza attraverso l'apprendimento della lingua, il rispetto delle leggi e la conoscenza delle tradizioni locali. Parallelamente, ha ricordato alle comunità ospitanti la responsabilità di favorire processi di inclusione che consentano ai nuovi arrivati di sentirsi parte integrante del tessuto sociale.
Secondo Leone XIV, tale approccio è essenziale per evitare la nascita di "mondi paralleli", nei quali gruppi diversi convivono nello stesso territorio senza sviluppare relazioni autentiche o un reale senso di appartenenza reciproca. L'obiettivo, ha spiegato, è costruire comunità capaci di trasformare la convivenza in partecipazione e dialogo.
Uno dei passaggi più significativi dell'intervento è stato dedicato alle tragedie che continuano a verificarsi lungo le rotte migratorie. "Integrare significa prevenire un secondo naufragio", ha dichiarato il Papa, riferendosi non solo ai rischi affrontati durante il viaggio verso l'Europa, ma anche alla possibilità che isolamento ed esclusione compromettano il futuro di chi riesce a raggiungere il continente.
Leone XIV ha inoltre espresso cordoglio per le vite perdute nel tentativo di raggiungere le Canarie attraverso l'Atlantico, definendo ogni morte lungo le rotte migratorie "un fallimento per la famiglia umana". Le sue parole hanno richiamato l'attenzione sulle difficoltà che continuano a caratterizzare uno dei principali corridoi migratori verso l'Europa.