Da qualche anno a questa parte si nota una tendenza scandinava monotona nel campo del design, colori tenui, linee pulite, materiali lisci che rendono le abitazioni senza personalità e compongono gli ambienti in modo da sembrare allestimenti Ikea nonostante gli arredi, magari, di altissimo livello.
Non si sa più dare personalità e accoglienza ad una casa come sapevano fare le mamme di una volta e meglio ancora le nonne.
Nelle case delle nonne tutto era funzionale alla praticità dell’uso che veniva fatto ma, veniva anche dettato dal gusto prettamente personale, non influenzato da qualche rivista di genere.
Nei bagni, dai sanitari alle piastrelle, regnava il colore, dal rosa antico al verde salvia e non il bianco e il grigio perla, i pavimenti arricchivano le stanze come quadri con cementine e cotto che poteva avere disegni dei più vari, al contrario, del moderno gres porcellanato o il parquet in vinile effetto legno e le cucine in muratura, il cuore pulsante delle case italiane, con lavabi alla genovese in marmo invece dei blocchi spenti fatti in serie che vediamo oggi.

C’era, una volta, un dialogo tra tessuti e materiali plastici, colori e forme che rendevano le case ricche di personalità mentre oggi, sembra, che tutto, venga comprato insieme, in modo che ogni cosa rispecchi un’unica linea guida, non che sia concettualmente sbagliato, ma rende solo freddo e finto l’ambiente.
Il perché di questa perdita di capacità risiede nel modo in cui le case venivano arredate nel tempo, negli anni, unendo arredi contemporanei a pezzi d’antiquariato, con accostamenti di colori che per molti oggi sarebbero impensabili ma che, se si pensa alla natura, dialogano coerentemente senza spezzare o disturbare l’occhio che guarda.
Le persone si limitano, smarrendo i colori e la gioia, a volte, per accontentarsi e riconoscersi in uno status ed in uno stile univoco, si sono persi i soffitti a cassettoni e quelli a volta che sono però caratteristici di palazzi dei centri storici; ma anche quelli affrescati o con rosoni e cornici ma anche, volendo essere più semplici, i soffitti dipinti che possono spesso e volentieri aiutare a rendere l’ambiente più grande o più caldo in base alla scelta della vernice.
Non si comprano più soprammobili che possono dare anche ad una casa iper-moderna, personalità e segno di una casa vissuta, i lampadari che possono creare dinamicità con la luce e con le forme vengono sostituiti da faretti incassati nel soffitto in cartongesso.

La paura di una generazione che non riesce a permettersi più niente si riversa sull’arredare il prima possibile una casa, spesso in affitto, così da avere almeno qualcosa di concluso nella propria vita a discapito spesso del gusto personale unito all’incapacità odierna di aspettare e vivere una vita lenta.
La personalità nelle case si ritrova solamente nei piccoli centri, nelle case di quei giovani che hanno scelto di rimanere, invece di partire per la grande città, riuscendo a respirare il ritmo vivibile di un tempo che chi vive in città pensa andato, permettendosi di creare con idee che evolvono nel tempo una casa che diventa nido.