"Senza maschera", viaggio nella macchina social di Meloni

Tra strategia e intuito, il libro di Longobardi svela come il web ha cambiato il volto della destra italiana

"Senza maschera", viaggio nella macchina social di Meloni

Tommaso Longobardi svolge il ruolo che ricoprì Ted Sorensen durante la presidenza di JFK negli Anni sessanta (ma il suo impegno continuò praticamente fino alla morte del presidente arrivando alla campagna elettorale di Barack Obama). Probabilmente sono una manciata gli studiosi, giornalisti, o persone di media cultura che sanno o ricordano chi è stato e quale posto ha ricoperto nella politica degli Stati Uniti d’America senza ricorrere al web. Sorensen è stato l’uomo che ha messo su carta le parole di John Fitzgerald Kennedy. Ghostwriter, consigliere nei momenti più drammatici della sua presidenza, fine stratega. Entrava e usciva dallo studio presidenziale senza bussare ha raccontato qualcuno.

Longobardi è l’architetto della comunicazione digitale di Giorgia Meloni, la prima donna italiana a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio. L’uomo che, partendo da zero, quando le percentuali elettorali di Fratelli d’Italia erano a una cifra ha cominciato a declinare sul web i suoi contenuti e la sua immagine. Ora ha deciso di mettere un punto alla sua esperienza professionale riversando in un agile e denso volume quello che ha contribuito a costruire e, soprattutto, come.

La tecnica di analisi, come prendere le decisioni, il continuo confronto con il premier. La regola suprema che emerge dalla sua narrazione è “mai inseguire l’avversario”. Se la strategia fosse solo il chiodo schiaccia chiodo, semplicemente inseguendo l’avversario urlando più forte vincerebbe chi ha più possibilità invadendo i social. Ma il web sfugge alle semplificazioni, c’è una componente di irrazionalità (per fortuna!) rappresentata dagli utenti.

Longobardi ha cominciato la sua esperienza dall’opposizione, costruendo mattone su mattone la comunità che poi ha votato in massa la Meloni arrivando dall’esperienza maturata nel Movimento Cinque Stelle. Alcune delle migliori performance, emerge dalla sua narrazione, sono quelle improvvisate sull’onda di una intuizione. Ma non sempre il sasso lanciato nello stagno crea un’onda immediata, il messaggio fa un giro perverso, rimbalza, si modifica, distorce la forma originaria ma arriva a bersaglio.

C’è un prezioso decalogo alla fine del volume, i comandamenti con gli errori da evitare nella maniera più assoluta. Da sottolineare che il testo manca di un indice dei nomi: sarebbero state pagine bianche perché Longobardi non nomina mai nessuno degli avversari politici della Meloni, è impegnato a sperimentare scegliendo i tempi e i modi giusti.

TOMMASO LONGOBARDI
"SENZA MASCHERA
L’ascesa social di Giorgia Meloni raccontata dal suo stratega
Prefazione di Giorgia Meloni"
GUERINI E ASSOCIATI 2026