Matteo Salvini è intervenuto sulla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, al termine di una visita nel casolare di Palmoli dove vivono i genitori dei tre bambini coinvolti nel caso seguito dal tribunale per i minorenni.
Secondo il vicepremier, la situazione dei minori sarebbe peggiorata dopo mesi di allontanamento dal contesto familiare. “So per certo che i bimbi dopo cinque mesi di reclusione stanno peggio di prima”, ha dichiarato ai giornalisti, criticando la decisione della magistratura che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale.
Salvini ha difeso lo stile di vita della famiglia, sottolineando come non emergano, a suo avviso, elementi di violenza o abuso. “Non c’è droga, non c’è violenza, non c’è abuso. Hanno un modello educativo diverso, ma questo non è un reato”, ha affermato, aggiungendo che i genitori avrebbero già adempiuto alle richieste avanzate dalle autorità, compresi adeguamenti abitativi e disponibilità a percorsi scolastici e sanitari per i figli.
Nel corso del sopralluogo, il leader della Lega ha descritto un contesto rurale autosufficiente, evidenziando la presenza di pannelli solari e il contatto con la natura. Ha inoltre difeso le competenze linguistiche e professionali dei genitori, definendoli “persone equilibrate”.
La decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila resta al centro del dibattito. Salvini ha parlato di possibile errore di valutazione e ha chiesto di riconsiderare il caso, sostenendo che “la domanda da farsi è se i bambini stanno meglio o peggio”.
La vicenda continua a suscitare confronto tra istituzioni e opinione pubblica, con posizioni fortemente divise tra chi difende l’intervento dei servizi sociali e chi invoca una maggiore tutela dell’autonomia familiare.