La violenza omicidiaria contro le donne continua a rappresentare una delle emergenze sociali più grigi del continente europeo. Tuttavia, i dati più recenti diffusi a livello comunitario delineano una geografia della violenza molto diversa da quella spesso percepita nel dibattito pubblico: i tassi più elevati di donne vittime di omicidio si concentrano soprattutto nei Paesi dell’Europa nord-orientale e centro-orientale, mentre l’Italia si colloca stabilmente al di sotto della media europea.
Secondo quanto riportato da Dagospia, che cita uno studio dell’European Parliamentary Research Service (EPRS), il centro studi del Parlamento europeo, elaborato sui dati Eurostat relativi al 2023, nei 24 Paesi dell’Unione europea che hanno trasmesso dati completi sono state uccise almeno 1.432 donne, pari a una vittima ogni sei ore.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda il forte divario territoriale tra gli Stati membri. In cima alla classifica figura la Lettonia, con un tasso di 2,75 omicidi di donne ogni 100mila abitanti di sesso femminile. Un valore che risulta quasi sette volte superiore rispetto a quello registrato in Italia, fermo a 0,4 vittime ogni 100mila donne.
Dopo la Lettonia si collocano Lituania (1,81), Austria (0,99), Bulgaria (0,91) e Germania (0,89), tutte ampiamente sopra la media dell’Unione europea, attestata a 0,67. L’Italia, con 118 vittime accertate nel 2023, risulta invece quart’ultima tra i 24 Paesi monitorati, confermando un’incidenza significativamente inferiore rispetto a gran parte del continente.
L’analisi evidenzia dunque un’Europa divisa in due aree distinte: da una parte i Paesi dell’Europa nord-orientale, caratterizzati da livelli di violenza letale contro le donne particolarmente elevati; dall’altra gli Stati mediterranei, tra cui l’Italia, che presentano tassi più contenuti pur senza essere immuni dal fenomeno.
Anche restringendo il focus ai femminicidi,categoria statistica per la quale sono disponibili dati completi solo in 17 Stati membri, la distribuzione geografica resta sostanzialmente invariata. Ancora una volta la Lettonia registra il valore più alto, con 1,8 femminicidi ogni 100mila donne, seguita da Lituania (1,14), Austria (0,64), Germania (0,60) e Ungheria (0,58).
La media europea dei femminicidi si attesta a 0,42 vittime ogni 100mila donne. L’Italia, con 96 casi registrati e un tasso di 0,32, si mantiene al di sotto del dato continentale. In termini proporzionali, il livello lettone supera di oltre cinque volte quello italiano.
Gli esperti sottolineano comunque come i dati più bassi registrati in alcuni Paesi non debbano essere interpretati come un ridimensionamento del problema. La violenza contro le donne continua infatti a rappresentare una criticità strutturale in tutta Europa e, secondo il report, le misure di contrasto adottate negli ultimi anni non hanno ancora prodotto un calo significativo delle statistiche complessive.
L’indagine dell’EPRS richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di uniformare i criteri di raccolta dei dati tra gli Stati membri, dal momento che non tutti i Paesi europei adottano le stesse definizioni statistiche di femminicidio e violenza di genere. Una frammentazione che rende più complesso il confronto diretto tra le diverse realtà nazionali.