Si delinea un possibile nuovo quadro negoziale tra Stati Uniti e Iran che, secondo quanto riportato dal New York Times, includerebbe la creazione di un fondo dal valore di circa 300 miliardi di dollari destinato a Teheran. L’iniziativa, ancora in fase preliminare e oggetto di discussione tra le parti, sarebbe concepita come parte integrante di un più ampio accordo volto a ridurre le tensioni e stabilizzare l’area dopo mesi di instabilità regionale.
Secondo le informazioni pubblicate dal quotidiano statunitense, il fondo sarebbe stato inizialmente presentato dalla parte iraniana come una forma di compensazione per le ingenti distruzioni attribuite al conflitto che ha coinvolto Stati Uniti e Israele. Le stime dei danni complessivi richiesti da Teheran oscillerebbero, tra i 300 miliardi e fino a 1 trilione di dollari.
Fonti citate dal giornale americano riferiscono tuttavia che Washington starebbe valutando una riformulazione del meccanismo finanziario, orientandolo verso la struttura di un “fondo di investimento internazionale” piuttosto che di un risarcimento diretto. Questa impostazione avrebbe l’obiettivo di renderne più sostenibile l’architettura politica e giuridica nell’ambito di un eventuale accordo multilaterale.
Il New York Times aggiunge inoltre che la proposta sarebbe stata promossa nell’ambito di un canale negoziale sostenuto da consiglieri del presidente Donald Trump, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, impegnati in contatti informali finalizzati a favorire un’intesa con Teheran dopo mesi di tensioni e conflitto nella regione.