La Commissione europea ha inflitto a Temu una sanzione da 200 milioni di euro nell’ambito del Digital Services Act (DSA), contestando alla piattaforma la mancata identificazione e gestione dei rischi sistemici legati alla vendita di prodotti illegali e potenzialmente pericolosi per i consumatori. Secondo l’esecutivo europeo, il marketplace non avrebbe adottato misure adeguate per valutare e mitigare tali rischi, con conseguenze dirette sulla sicurezza degli utenti nell’Unione europea.
La notizia è stata diffusa da Sky TG24, che riporta come la decisione della Commissione chiuda un procedimento formale avviato nell’ottobre 2024 e confermi le criticità emerse nelle indagini preliminari del 2025. Bruxelles ha inoltre concesso alla piattaforma un termine fino al 28 agosto 2026 per presentare un piano di adeguamento e correggere le violazioni contestate, mentre l’intero iter prevede ulteriori passaggi di valutazione da parte del Comitato europeo per i servizi digitali e della stessa Commissione.
Nel merito delle contestazioni, le autorità europee evidenziano che la valutazione dei rischi effettuata da Temu nel 2024 sarebbe risultata insufficiente perché basata su analisi generiche del settore e non su dati specifici relativi alla piattaforma. Le verifiche condotte anche tramite attività di “mystery shopping” avrebbero inoltre rilevato una presenza significativa di prodotti non conformi, tra cui caricabatterie non sicuri e giocattoli contenenti sostanze chimiche oltre i limiti consentiti o caratterizzati da rischi strutturali.
Il quadro normativo di riferimento è il DSA, che impone alle piattaforme online di grandi dimensioni l’obbligo di identificare, valutare e mitigare i rischi sistemici connessi ai propri servizi, in particolare quando coinvolgono la vendita di beni o contenuti potenzialmente dannosi.
Temu ha contestato la decisione, definendo la sanzione “sproporzionata” e sottolineando la propria collaborazione con le autorità europee durante tutto il procedimento. L’azienda sostiene inoltre che le conclusioni si basino su una valutazione del 2024 e non riflettano gli aggiornamenti successivi ai propri sistemi di controllo e sicurezza.