Gaza, miliardi annunciati ma la ricostruzione resta bloccata

Fondi mai arrivati sul campo: nessun cantiere aperto nella Striscia devastata dalla guerra

Gaza, miliardi annunciati ma la ricostruzione resta bloccata

A quattro mesi dall’annuncio del fondo internazionale destinato alla ricostruzione della Striscia di Gaza, gli aiuti promessi dalla comunità internazionale risultano ancora fermi e nessun programma strutturato di ricostruzione sarebbe stato avviato sul territorio. È quanto emerge da un rapporto pubblicato dal Financial Times, secondo cui i finanziamenti destinati alla fase post-bellica non avrebbero ancora raggiunto concretamente la popolazione civile né le infrastrutture devastate dal conflitto.

Secondo il quotidiano britannico, il fondo coordinato dalla Banca Mondiale e istituito nell’ambito dell’iniziativa denominata “Board of Peace”, promossa durante la presidenza di Donald Trump, non avrebbe ricevuto donazioni operative nonostante gli impegni annunciati nei mesi scorsi da diversi Paesi e organismi internazionali.

Il rapporto riferisce che, a oggi, nessun contratto per opere di ricostruzione sarebbe stato assegnato e nessun cantiere sarebbe stato aperto nella Striscia. La situazione riguarda una vasta gamma di interventi considerati prioritari, tra cui il ripristino delle reti idriche ed elettriche, la ricostruzione di abitazioni, ospedali, scuole e infrastrutture pubbliche gravemente danneggiate durante le operazioni militari.

Secondo le informazioni riportate dal Financial Times, gli Stati membri coinvolti nel programma avrebbero promesso circa 7 miliardi di dollari complessivi, mentre ulteriori 10 miliardi sarebbero stati annunciati dall’amministrazione Trump come parte del sostegno internazionale alla fase post-bellica. Tuttavia, tali somme non si sarebbero ancora tradotte in finanziamenti effettivamente disponibili sul campo.

Tra i progetti citati dal quotidiano figura anche un programma da 100 milioni di dollari promosso dagli Emirati Arabi Uniti per la formazione di una forza di polizia locale a Gaza. Secondo il rapporto, anche questa iniziativa sarebbe attualmente sospesa e priva di attuazione operativa.

Il contributo del Marocco, sarebbe invece destinato prevalentemente al finanziamento di uffici amministrativi e stipendi, senza un coinvolgimento diretto nei lavori di ricostruzione delle aree distrutte della Striscia.

Nel frattempo, la situazione umanitaria a Gaza continua a peggiorare. Organizzazioni internazionali e agenzie umanitarie denunciano da mesi condizioni estremamente critiche per la popolazione civile, segnata dalla distruzione diffusa degli edifici residenziali, dalla carenza di beni essenziali e dagli spostamenti forzati interni di centinaia di migliaia di persone.

Il rapporto del Financial Times evidenzia inoltre come, nonostante gli annunci politici e le promesse economiche formulate nel corso dei vertici internazionali, la macchina della ricostruzione rimanga sostanzialmente paralizzata. Al momento, conclude il quotidiano, nessun dollaro statunitense sarebbe stato impiegato direttamente per la ricostruzione materiale della Striscia di Gaza.