Israele, via libera alla legge sui tagli ai fondi per l'Autorità Palestinese: compenseranno i risarcimenti alle vittime

La Knesset approva la norma del Likud: le indennità per gli attentati saranno decurtate direttamente dalle tasse riscosse per Ramallah

Israele, via libera alla legge sui tagli ai fondi per l'Autorità Palestinese: compenseranno i risarcimenti alle vittime

La Knesset israeliana ha approvato in seconda e terza lettura un disegno di legge che amplia i meccanismi attraverso cui lo Stato di Israele può trattenere parte dei fondi destinati all’Autorità Palestinese (AP). La notizia è stata riportata da Quds News Network. Il provvedimento introduce nuove disposizioni che consentono al governo israeliano di effettuare ulteriori detrazioni dai trasferimenti finanziari destinati all’Autorità Palestinese per coprire specifiche voci di spesa sostenute dalle autorità israeliane.

La legge, presentata dal deputato del Likud Avihai Boaron, prevede che Israele possa trattenere importi corrispondenti ai risarcimenti e alle indennità assicurative versate in relazione a cittadini israeliani uccisi in attacchi attribuiti a gruppi armati palestinesi. Le somme trattenute verrebbero detratte dai proventi fiscali che Israele riscuote per conto dell’Autorità Palestinese e successivamente trasferisce all’amministrazione palestinese in base agli accordi economici vigenti tra le parti.

Secondo il testo approvato, il meccanismo di detrazione sarà applicato alle spese sostenute dallo Stato israeliano per il pagamento di risarcimenti e coperture assicurative riconosciuti ai familiari delle vittime o ad altri aventi diritto. La normativa mira a creare un quadro giuridico più ampio rispetto a quello già esistente, consentendo alle autorità israeliane di recuperare tali somme attraverso una riduzione dei trasferimenti finanziari destinati all’Autorità Palestinese.

La legge stabilisce inoltre nuovi obblighi di rendicontazione. In particolare, il Ministro delle Finanze israeliano dovrà presentare una relazione annuale contenente il dettaglio dei pagamenti effettuati e delle somme oggetto di compensazione. Sulla base di tali dati, il governo sarà chiamato a determinare l’ammontare complessivo delle detrazioni da applicare ai trasferimenti successivi.

I proventi fiscali interessati dal provvedimento derivano principalmente da imposte e dazi doganali che Israele raccoglie per conto dell’Autorità Palestinese nell’ambito del sistema previsto dagli accordi economici bilaterali. Questi trasferimenti rappresentano una delle principali fonti di entrata per il bilancio dell’Autorità Palestinese e sono stati in passato oggetto di controversie politiche e finanziarie tra le due parti.

Negli ultimi anni, il governo israeliano ha adottato diverse misure che prevedono trattenute o sospensioni di fondi, sostenendo la necessità di compensare determinate spese o di contrastare politiche ritenute problematiche. Le autorità palestinesi, dal canto loro, hanno più volte contestato tali trattenute, definendole una violazione degli accordi esistenti e un fattore di pressione economica sull’amministrazione palestinese.