Una lavoratrice nel CdA di ASM Rieti: la svolta della partecipazione

Carla De Angelis eletta dai dipendenti: “Porto la realtà del lavoro nelle decisioni”

Una lavoratrice nel CdA di ASM Rieti: la svolta della partecipazione

Per la prima volta in Italia, una lavoratrice entra nel Consiglio di Amministrazione di ASM Rieti su indicazione diretta dei dipendenti. L’elezione di Carla De Angelis segna un passaggio rilevante nel rapporto tra governance e forza lavoro, aprendo a un modello partecipativo che punta a integrare esperienza operativa e processi decisionali. In questa intervista, De Angelis racconta il significato di questo incarico, il valore di rappresentare la voce dei colleghi e le prospettive di un’esperienza che potrebbe fare scuola nel panorama delle aziende pubbliche locali.

Che emozione ha provato quando è stata eletta nel Consiglio di Amministrazione di ASM Rieti?

Orgoglio e responsabilità: orgoglio per la fiducia dei colleghi, ma anche la consapevolezza del peso di questa responsabilità.
Ho sentito di far parte di qualcosa di più grande di me. Per la prima volta in Italia un lavoratore/lavoratrice entra in un Consiglio di Amministrazione.


Dal suo punto di vista, cosa significa concretamente portare la voce dei lavoratori all’interno del CdA?

Portare la realtà, non dimenticare che dietro i numeri ci sono le persone.
I problemi pratici, le idee che nascono dal campo, bilanciare efficienza e benessere di chi lavora, fare quindi da ponte tra chi lavora e chi decide.
Tradurre i bisogni dei colleghi in proposte concrete e spiegare le scelte della governance a chi lavora.
Non ho il ruolo di portavoce sindacale, né sostituisco le funzioni ed il ruolo del sindacato, di cui riconosco l’importanza. Il mio contributo nasce dall’esperienza di chi, ogni giorno, contribuisce a far camminare ASM.
Una voce diversa COMPLEMENTARE.


ASM Rieti oggi viene indicata come modello nazionale di partecipazione: secondo lei perché questa esperienza è così importante?

Dimostra che la partecipazione non è solo uno slogan, ma è mettere l’innovazione dove serve, vicino a chi conosce i processi.
Può essere un esempio per altre municipalizzate. Se funziona qui, può funzionare altrove.


La sua elezione rappresenta anche un forte messaggio umano e sociale. Che segnale sente di dare a chi pensa di non poter incidere nei luoghi decisionali?

Sono dell’idea che “Niente cambia se restiamo spettatori”.
È con la competenza che si costruisce con gli anni di lavoro sul campo, che si può arrivare a vedere la partecipazione come una conquista.
Spero di essere un segnale per altre donne e per chi lavora in prima linea: il nostro punto di vista che fa la differenza.


Qual è il contributo che vorrebbe portare, da lavoratrice, all’interno del Consiglio di Amministrazione?

Concretezza, nel ricordare sempre l’impatto che una decisione ha su chi la deve applicare ogni giorno.
Attenzione alle persone, mettere quindi a disposizione l’esperienza diretta dei processi aziendali.
La cultura della partecipazione, dove la partecipazione non è un evento, ma il modo normale di lavorare.
La speranza di portare una Voce differente nelle riunioni di Consiglio di Amministrazione, grazie all’aiuto di professionisti dell’Università Roma Tre.

L’esperienza di ASM Rieti apre uno spazio nuovo nel dialogo tra lavoratori e governance, dimostrando che la partecipazione può tradursi in pratica concreta e non restare solo un principio. La presenza di Carla De Angelis nel CdA rappresenta un segnale di cambiamento che guarda al futuro delle organizzazioni: più inclusive, più consapevoli e più vicine a chi ogni giorno contribuisce al loro funzionamento. Un modello che, se consolidato, potrebbe ispirare altre realtà a ripensare il proprio modo di decidere.