Una vasta operazione congiunta internazionale contro le truffe transfrontaliere e il riciclaggio di denaro ha portato all’arresto di 3.018 sospetti e all’intercettazione di circa 161 milioni di dollari riconducibili ad attività fraudolente. Lo ha reso noto la Polizia di Hong Kong (HKPF), al termine di un’azione coordinata durata due mesi e condotta con il coinvolgimento di autorità investigative e di polizia di diversi Paesi e regioni dell’area Asia-Pacifico.
L’operazione, una delle più ampie degli ultimi anni nel contrasto alle frodi online e ai flussi finanziari illeciti, ha mobilitato oltre 3.200 agenti provenienti da Hong Kong e Macao (Cina), Brunei, Canada, Indonesia, Malesia, Maldive, Singapore, Corea del Sud e Thailandia. Le attività investigative si sono concentrate su organizzazioni criminali specializzate in truffe digitali e schemi di riciclaggio con ramificazioni internazionali.
Secondo quanto comunicato dalle autorità, le reti criminali smantellate avrebbero orchestrato oltre 138.000 episodi di frode, utilizzando modalità sempre più sofisticate e difficili da tracciare. Tra gli stratagemmi più diffusi figurano false piattaforme di investimento, annunci di lavoro ingannevoli e truffe legate agli acquisti online, strumenti che negli ultimi anni hanno registrato una crescita significativa anche a causa della diffusione dei pagamenti digitali e delle transazioni da remoto.
Le perdite economiche complessive subite dalle vittime ammonterebbero a circa 752 milioni di dollari. Le autorità sottolineano come le organizzazioni coinvolte operassero attraverso reti transnazionali capaci di spostare rapidamente ingenti somme di denaro tra diversi sistemi bancari e piattaforme finanziarie digitali, rendendo particolarmente complesso il lavoro investigativo.
La sola Polizia di Hong Kong ha effettuato 870 arresti nell’ambito di 742 casi distinti. I sospetti fermati hanno un’età compresa tra i 13 e gli 83 anni. Gli investigatori di Hong Kong hanno inoltre intercettato fondi illeciti per circa 539 milioni di dollari di Hong Kong, equivalenti a circa 69 milioni di dollari statunitensi.
L’operazione ha portato anche al congelamento di oltre 100.000 conti bancari ritenuti collegati ai circuiti di riciclaggio. Secondo gli inquirenti, il blocco tempestivo dei conti ha rappresentato uno degli strumenti più efficaci per interrompere il trasferimento dei capitali illeciti e limitare ulteriori danni economici.
La notizia è stata diffusa dalla Xinhua News Agency, che ha citato dichiarazioni ufficiali della Hong Kong Police Force. Le autorità coinvolte nell’operazione hanno evidenziato la necessità di rafforzare ulteriormente la cooperazione internazionale e la condivisione di informazioni investigative, soprattutto alla luce dell’aumento dei casi di riciclaggio attraverso piattaforme di trading di asset digitali e criptovalute.
Gli organismi di contrasto ritengono infatti che l’evoluzione tecnologica e la crescente diffusione dei servizi finanziari online abbiano ampliato le opportunità per le reti criminali transnazionali, rendendo indispensabile una risposta coordinata a livello globale.