Sfilate Cruise 2027: a New York sfila la nostalgia grunge di Vuitton e Gucci

Tra denim, trasparenze anni '90 e geometrie, Ghesquière e Gvasalia riscrivono il guardaroba luxury sospesi tra avanguardia e ricordi

Sfilate Cruise 2027: a New York sfila la nostalgia grunge di Vuitton e Gucci

A New York si sono tenute le sfilate Cruise 2027 di Louis Vuitton e Gucci. Le sfilate Cruise o Resort sono la presentazione di collezioni interstagionali ideati e creati per offrire capi estivi o invernali, fuori stagione, all’elitè della società che partiva per mete esotiche d’inverno e per luoghi di montagna d’estate.

Nicolas Ghesquière presenta per Louis Vuitton la collezione tra le sale del museo Frick Collection, in un connubio tra arte e moda, mentre Demna Gvasalia per Gucci sfila tra le strade della grande mela, che diventa teatro.

Nonostante gli stili sia dei direttori creativi che delle maison per le quali lavorano siano ben distinte e diverse si trovano nelle due collezioni molte caratteristiche in comune.

Si vedono durante i defileè completi, abiti e giacche di pelle, jeans e demoni come se non fossero già un’evergreen che si mescolano armoniosamente a stampe floreali e sete colorate che scivolano sui corpi perfetti delle modelle scelte.

Si tornano a intravedere linee pulite e strutture geometriche che non rimangono rigide ma si muovono col corpo, i riferimenti agli Anni ottanta e novanta quindi non mancano ma dei due decenni è quello più vicino a noi che prepondera nelle collezioni; magliette attillate e trasparenti, gonne scivolate a vita bassa e zatteroni, capelli arruffati come Courtney Love e sembra così sia stata ieri la caduta del muro di Berlino.

In Gucci arrivano si affermano due caratteristiche che in Louis Vuitton non si trovano; tripudi di pelliccia e una forte componente grunge nel make-up, dove le "signorotte" dell’Upper East Side sembrano pronte a scendere in battaglia per non perdere lo status, mentre gli uomini sono costretti in piumini tubolari che non permettono loro alcuna sorta di movimento, e qui la firma evidente è quella di Demna.

Un’atmosfera quella che notiamo quasi nostalgica ma ansiosa di andare avanti, ferma tra due tempi incompatibili ma resi unici dalla moda e dai suoi couturier, legando avanguardia e ricordi.