Papa Leone XIV alla Sapienza: “Chi cerca la Verità alla fine trova Dio”

Prima visita pastorale di un pontefice all'ateneo laico più grande d'Europa. Polimeni: “Libertà, pace, democrazia: valori imprescindibili”

Papa Leone XIV alla Sapienza: “Chi cerca la Verità alla fine trova Dio”

Una folla di studenti ad accoglierlo, applausi e telefoni puntati verso i maxischermi. Papa Leone XIV è entrato oggi nella città universitaria della Sapienza di Roma per una visita pastorale che segna un momento storico per l'ateneo laico più grande d'Europa. Lo riporta ANSA.

“Questa mia visita oggi è una visita pastorale: conoscere un po' l'università, conoscere voi, poter salutare, condividere un breve momento nella fede”, ha detto il Papa salutando a braccio la comunità studentesca. “Chi ricerca, chi studia, chi cerca la Verità alla fine cerca Dio, incontrerà Dio, trovare Dio precisamente nella bellezza della Creazione e in tante forme in cui Dio ha voluto mettere la sua impronta”.

All'arrivo il Pontefice è stato accolto dalla rettrice Antonella Polimeni davanti alla Cappella Universitaria "Divina Sapienza", poi dal cappellano don Gabriele Vecchione.

Polimeni: “Non vi è conoscenza senza pace”

Ad aprire l'incontro il discorso della rettrice Polimeni, che ha accolto il Papa con parole di grande intensità. “Una visita che onora il nostro Ateneo”, ha detto, inserendola “in un momento particolarmente delicato della nostra storia recente, mentre gli echi e le conseguenze delle guerre ci richiamano a riflessioni inevitabili su valori minacciati, umiliati e dimenticati, ma per noi imprescindibili: la libertà, la pace, la democrazia e la solidarietà”.

Polimeni ha citato Agostino: “Nos sumus tempora: quales sumus, talia sunt tempora”, siamo noi i tempi: quali siamo noi, tali sono i tempi, un invito a non lamentarsi della cattiveria del mondo ma a migliorare sé stessi per renderlo migliore.

La rettrice ha poi sviluppato due grandi temi. Il primo riguarda il senso della conoscenza in una società sempre più frammentata: “La conoscenza è una delle principali infrastrutture strategiche della società contemporanea. Le università sono i luoghi in cui questa infrastruttura viene costruita, manutenuta, innovata e tramandata. Rappresenta l'asse costitutivo della libertà individuale e collettiva”. Il compito dell'università, ha sottolineato, “non è soltanto quello di produrre conoscenza, ma di insegnare il modo in cui interpretare le informazioni”.

Il secondo tema è quello della pace. “Non vi è conoscenza senza pace”, ha detto Polimeni, “perché il sapere nasce dal dialogo, dalla possibilità di condividere idee, di riconoscere nell'altro non un avversario da sconfiggere, ma un interlocutore con cui costruire”. Ha ricordato le molte iniziative della Sapienza in questa direzione: l'accoglienza di docenti e studenti provenienti da paesi in guerra, l'accordo con l'università di Betlemme, la collaborazione con la diocesi di Roma e la comunità di Sant'Egidio a favore di studenti provenienti dalla Palestina.

Proprio quando ha ricordato i primi quattro studenti palestinesi arrivati a Roma e presenti in aula, la sala ha risposto con un lungo applauso.

“Facciamo tutto questo perché contribuire alla costruzione di una società di pace è l'apporto più importante che l'università può offrire”, ha concluso la rettrice. “La libertà diventa fragile in un mondo senza pace. Ed è ancora più evidente per un'istituzione come la nostra”.