Porcellane domestiche, quando l'antiquariato diventa rito nostalgico e consapevole

Tra mercatini e design accessibile, le porcellane tornano protagoniste: oggetti quotidiani che trasformano la nostalgia in stile contemporaneo

Porcellane domestiche, quando l'antiquariato diventa rito nostalgico e consapevole

In Italia mangiare non è solo sostentamento, è cultura; un retaggio che il paese si porta avanti da secoli in cui sono esistiti triclinium, salotti per gli ospiti e servizi buoni. I servizi buoni, quelli che fino a qualche decennio fa venivano regalati al matrimonio e da quel giorno in poi venivano tenuti in esposizione come reliquie in una vetrinetta apposita e utilizzate solo per le feste comandate.

Il mondo della tavola è molto cambiato da allora, si passa molto meno tempo in cucina e di più ordinando delivery da casa ma, la convivialità, è sempre presente.
Negli ultimi tempi una tendenza ha preso piede in tutti i settori, il vintage, che però nel mondo dell’arredamento, si chiama antiquariato o modernariato.
D’antiquariato sono tutti i mobili e le suppellettili che hanno tra i cento e gli ottocento anni di storia alle spalle mentre, il modernariato, ha oggetti che hanno tra i quaranta e i cento anni di vita.

Antiquariato

In un paese in cui i giovani vivono di precariato in perenne affitto, in case che non possono arredare (la maggior parte delle volte) come preferiscono, i piccoli elementi di servizio ed arredamento, diventano il nuovo modo di appropriarsi del proprio spazio rendendolo familiare.

I ragazzi di cui si parla non sono solamente amanti del design, sono a volte ragazzi lontani da casa ai quali la nonna o la zia hanno regalato la tazzina preferita o il piatto che ti piaceva tanto nella vetrinetta in salotto, l’arredamento diventa cimelio e ricordo di una quotidianità lontana.

Fornasetti



E’ in questo contesto che si inseriscono i mercatini antiquari, luoghi in cui la nuova generazione trova oggetti familiari che possono rendere quattro mura, arredate stile Ikea, casa.

Uno spazio nel quale si può giocare a cercare la tazzina come quella di zia o quell’insegna da caffetteria che ricorda quella del baretto in paese e fa tanto open space a New York.

Mentre si gioca, si sogna una vita di fortuna dove i soldi sono abbastanza e la famiglia è vicina. Il mercatino diventa un’occasione per tornare a casa e passare del tempo con i propri cari, oltre ad essere la nuova frontiera del lusso per la tavola ad un giusto prezzo.

Laboratorio paravicini



In un tempo in cui Ginori 1735 regna con l’Antico Doccia, in cui le Variazioni di Fornasetti diventano quadri di design e Laboratorio Paravicini porta avanti una tradizione artigianale ai livelli di una sartoria di alta moda; dove si inseriscono realtà come quella di Pina 1930 nata dalla mente di Tommaso Zorzi, la cui mission è di portare a tavola a prezzi accessibili la tradizione ed il ricordo per la nonna, con uno stile Anni trenta ma un design fresco e nuovo; i mercati portano al grande pubblico le porcellane francesi di Limoges, le sassoni di Meissen, le inglesi di Spode e le ungheresi Herend, maioliche di eccellente manifattura, dalla storia unica, che le hanno portate ad un mercatino diventano oggetti alla portata di tutti e collezionabili pian piano.

Si va così alla ricerca di una nuova convivialità dove anche se si ordina da asporto si cerca di ricreare quel rito della cena in famiglia, con gli amici, dove i mangia nel bel servizio invece che dal cartone della pizza perché così ci si sente un po’ più a casa.