Un libro che ufficialmente non dovrebbe esistere, invece esiste eccome ma in forma "pirata". O meglio manca dai canali di vendita da decenni, perché non è stato più ristampato dalla morte dell'autore a metà degli Anni novanta, disperso in controversie sui diritti d'editoriali probabilmente o, forse, molto più semplicemente mai più riproposto perché ritenuto di scarso appeal commerciale.

Menu e Dossier di Federico Umberto D'Amato, il gastronomo italiano "re delle spie" del Dopoguerra più famoso nel mondo: sul mercato antiquario del web una prima edizione Rizzoli ha raggiunto quotazioni da capogiro. Copie malconce e deteriorate vengono messe all'asta quotidianamente ma negli ultimi tempi il fiume carsico dei bibliofolli ha cominciato ad agitarsi, voci e sussurri di una ristampa si sono fatte sempre più forti.

Nulla di tutto ciò: qualcuno ha provveduto a farne una versione anastatica con una nuova veste grafica, probabilmente trascrivendo per intero il testo e realizzando una nuova copertina con dei misteriosi caratteri grafici che somigliano ai segnali del codice morse. Il dubbio che a capo dell'operazione ci sia il mondo delle barbe finte è forte, visto che il volume si presenta come un prezioso manuale operativo per chiunque voglia avvicinarsi al mondo dei Servizi.

D'Amato è stato un personaggio oltre le righe, in grado di praticare l'arte dello spionaggio passando per lo stomaco dei soggetti che attenzionava. Li invitava al ristorante e letteralmente li prendeva per la gola. Anche il funzionario o il diplomatico più scaltro davanti a un piatto prelibato e a a un vino ricercato tendeva a lasciarsi andare. Questo era il primo atto, seguiva la compilazione di un dossier a carico del commensale che andava ad arricchire il suo sterminato l'archivio. Alcune riflessioni all' all'interno del libro fanno sorridere, per esempio quando si parla del nascente traffico di informazioni e delle migliaia di banche dati presenti in Italia all'epoca.

Trent'anni dopo esiste un florido mercato immateriale, del valore di centinaia di milioni di dollari, che si basa sulle singole informazioni di ogni individuo apparentemente irrilevanti. D'Amato l'11 febbraio del 2020 è stato indicato dalla Procura Generale di Bologna come uno dei quattro mandanti, organizzatori o finanziatori della strage alla stazione di Bologna del 1980, tutta la sua attività di agente segreto è rimasta ammantata da una nera luce. Ma il fascino e il valore storico del contenuto di questo libro rimane immutato.