Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, è indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di concorso in frode sportiva. Al centro dell’indagine ci sarebbero presunte interferenze nelle decisioni della sala Var di Lissone e ipotesi di designazioni arbitrali favorevoli, in particolare nei confronti dell’Inter.
L’ex arbitro internazionale, in carica dal 2021 come responsabile della Can, si è detto “sorpreso ma sereno”, annunciando però poco dopo l’autosospensione dall’incarico in accordo con l’Associazione Italiana Arbitri.
L’inchiesta, coordinata dal pm Maurizio Ascione, riguarda il campionato 2024-2025 e nasce dalle dichiarazioni dell’assistente arbitrale Domenico Rocca. Quest’ultimo aveva già presentato un esposto nel 2025, parlando di presunte “pressioni” per influenzare le decisioni Var, poi archiviato dalla giustizia sportiva.
Tra le contestazioni, anche presunte manovre nelle designazioni arbitrali per alcune partite chiave, tra cui incontri che coinvolgevano l’Inter nella fase decisiva della stagione. Secondo l’accusa, sarebbero stati scelti arbitri ritenuti “graditi” o evitati direttori di gara considerati meno favorevoli. Al momento nessun esponente del club nerazzurro sembra essere sul registro degli indagati.
Il legale di Rocchi, Antonio D’Avirro, ha definito le accuse “generiche”, sottolineando che non sarebbe chiaro nemmeno il presunto vantaggio sportivo, dato che “il risultato della gara non è stato alterato”.
L’ipotesi di reato richiama quella della frode sportiva già al centro dello scandalo Calciopoli, che portò alla retrocessione della Juventus. Un precedente che torna a far discutere sul tema delle designazioni arbitrali e della trasparenza nel sistema calcistico.
Le indagini sono in corso e Rocchi sarà interrogato nei prossimi giorni.