Tra botox e distacco emotivo: il nuovo volto della perfezione sociale

Dalla corsa alla pelle senza segni al rifiuto dell’espressività: come gli standard estetici stanno ridisegnando identità e relazioni sociali

Tra botox e distacco emotivo: il nuovo volto della perfezione sociale

When I see your face, there’s not a thing that I would change cantava Bruno Mars nel 2010. Da allora sembra passata un’eternità perchè in quindici anni il mondo dell’estetica ha portato allo stremo i suoi standard.
Da qualche anno in particolare hanno iniziato a spopolare due pratiche impensabili fino a qualche anno fa; il baby botox ed il lobotomy chic.
Queste due pratiche estetiche, una invasiva e l’altra no, sono solo l’espressione di una tossica società contemporanea.

Il botox praticato da anni ormai non solo dalle stelle del cinema e della musica, più avanti con l’età, è iniziato ad essere bramato anche dalla generazione under 35, è così spopolato il baby botox ovvero, delle micro dosi di tossina botulinica iniettate nelle zone interessate che, non inibisce del tutto i fasci muscolari ma li intorpidisce, attenuando l’espressività e di conseguenza le linee d’espressione.
Si trova poi il lobotomy chic, non una vera e propria pratica estetica, ma un modo di affrontare l'invecchiamento che asseconda anche gli effetti del botulino; la pratica consiste nel distacco emotivo a livello espressivo arrivando a dimostrare quasi indifferenza e contrapponendosi in maniera netta all’energia performativa che si è sempre vista sui red carpet, mandando così un messaggio al pubblico: Non c’è bisogno che io vi piaccia esteriormente o che mi apprezziate perchè il mio lavoro parlerà per me.

Per quanto questa lettura possa essere vera ed emancipatoria veicolando anche un forte messaggio di contenuto di un’opera invece di dare importanza solo ai performer (detto chiaramente, sono come dei frigoriferi, per quanto belli fuori l’importante è ciò che sta all’interno) la paura è che sia solo un’analisi perbenista della situazione.

Le cose per chi ancora sfoglia riviste patinate e guarda reality show sono chiare già da un pezzo e sia sono aggravate con l’avvento dell’IA; pelli perfette, sopracciglia perfettamente identiche, labbra piene e zigomi alti, nessuna imperfezione, qui nasce la sfumatura tossica di una società che propina modelli e standard impossibili da seguire senza una seduta dal chirurgo plastico, ormai, salvato nella rubrica tra i contatti d’emergenza.

Sempre più ragazze appena diciottenni iniziano con qualche ritocco tra labbra e naso, e si potrebbe scrivere un’enciclica su quanto possa essere deleterio rifarsi il naso, cambiandosi i connotati, se non per ragioni di salute, unite a skincare da dodici passaggi obbligatori mattina e sera; il tutto per non invecchiare, per essere perfette per arrivare a settant'anni come Kris Jenner o a quarantacinque come Kim Kardashian senza accorgersi che loro, non sono la normalità ma l’estremizzazione della gioventù, diventata anche ridicola per quanto, è da riconoscere, siano donne di successo.

Ma che vita sono disposte a fare le ragazze, in particolare, sono veramente disposte a non ridere più ad una battuta stupida fatta davanti ad una birra al bar, solo per rimanere belle per sempre, senza nessuna ruga!

E’ veramente questo il compromesso che si sta accettando nella società contemporanea?
Perchè se la risposta è si, forse le battute al bar non fanno più ridere e una vita senza risate non ha senso di esistere.