Roberto Vannacci torna a delineare la propria posizione politica e i possibili scenari in vista delle prossime competizioni elettorali, rivendicando autonomia politica ma lasciando aperto il confronto con l’area del centrodestra. L’europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, intervenuto durante la trasmissione radiofonica “Battitori Liberi” su Radio Cusano, ha sottolineato come negli ultimi giorni vi siano stati segnali di apertura da parte della coalizione di governo, pur ribadendo l’esistenza di “linee rosse” che non intende oltrepassare.
Secondo quanto riportato dall'Ansa, il leader di Futuro Nazionale ha spiegato di non escludere una corsa elettorale indipendente, pur riconoscendo le possibili conseguenze sul piano degli equilibri politici. “Non ho problemi ad andare indipendentemente alle elezioni, cosa che non vorrei perché toglierei parte dei voti alla destra, rischiando di far vincere la sinistra”, ha dichiarato. Il generale ed europarlamentare ha aggiunto di voler continuare a mantenere un ruolo di interlocuzione con il centrodestra, precisando tuttavia di non essere disposto a modificare le proprie posizioni per favorire eventuali alleanze politiche.
Nel corso dell’intervento, Vannacci ha inoltre affrontato il tema energetico e le strategie europee in materia di approvvigionamento. Il leader di Futuro Nazionale ha espresso apprezzamento per la visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Azerbaigian, definendo il Paese caucasico uno dei principali fornitori energetici dell’Italia. Contestualmente ha criticato alcune posizioni assunte a livello europeo, sostenendo che determinate scelte politiche e ambientali abbiano inciso negativamente sulla competitività economica del continente.
Secondo Vannacci, l’aumento dei costi energetici rappresenta una delle principali criticità per il sistema produttivo europeo. L’europarlamentare ha indicato tra le priorità la necessità di ridurre il prezzo dell’energia attraverso un ampliamento delle importazioni di gas e petrolio, compresi quelli provenienti dalla Russia, e una revisione delle politiche ambientali europee. Tra le proposte avanzate figurano l’uscita dal Green Deal europeo e dal sistema ETS, la revisione degli incentivi alle energie rinnovabili, oltre a un maggiore investimento nell’idroelettrico, nelle biomasse legnose e nei biocarburanti.
Vannacci ha inoltre richiamato una precedente votazione al Parlamento europeo relativa agli investimenti nel settore idroelettrico, sostenendo che alcune forze politiche abbiano ostacolato il rilancio di questa fonte energetica. Nel suo intervento ha ribadito la necessità di adottare un approccio “pragmatico e costruttivo” volto, a suo dire, a sostenere la crescita economica e la competitività industriale italiana ed europea.