Frosinone, maxi sequestro di hashish: 637 chili nascosti in un frigorifero

Blitz della Mobile a Patrica: tre arresti in un deposito di droga. Il carico, pronto per il dettaglio, avrebbe fruttato oltre 3,5 milioni

Frosinone, maxi sequestro di hashish: 637 chili nascosti in un frigorifero

A Patrica, nel Frusinate, un ingente quantitativo di sostanza stupefacente è stato sequestrato nell’ambito di un’operazione coordinata dalle forze dell’ordine, che ha portato alla luce un deposito clandestino nascosto all’interno di un locale al piano terra di uno stabile residenziale.

Secondo quanto dichiarato dall'Ansa, il dato che emerge con maggiore rilevanza è quello relativo alla droga rinvenuta: complessivamente 637 chilogrammi di hashish, conservati in parte all’interno di un frigorifero e suddivisi in panetti da 100 e 50 grammi, già predisposti per la distribuzione. A questi si aggiungono ulteriori 660 grammi trovati a seguito di una perquisizione personale, segno di un’attività di confezionamento e gestione dello stupefacente già in fase avanzata.

Secondo le stime investigative, una volta immesso nel circuito dello spaccio al dettaglio, il quantitativo sequestrato avrebbe potuto generare profitti superiori ai 3,5 milioni di euro. Un dato che evidenzia non solo l’entità del carico, ma anche il potenziale impatto sul mercato locale e regionale delle sostanze stupefacenti.

Oltre alla droga, gli agenti hanno rinvenuto materiale destinato al confezionamento delle dosi, elemento che rafforza l’ipotesi di una struttura organizzata per la distribuzione su larga scala. Il livello di suddivisione del prodotto suggerisce infatti una filiera già pronta per la vendita al dettaglio.

L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Roma, VII Sezione Antidroga, con il supporto del corrispondente ufficio investigativo di Frosinone. Gli accertamenti hanno portato all’arresto di tre persone, colte in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di ingente quantitativo di stupefacenti.

Gli arrestati sono attualmente detenuti presso le strutture penitenziarie di Rebibbia e Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria.