Come in un film di Billy Wilder questo romanzo comincia da una morte, anzi da un funerale. Ma la persona alla quale si dà l'ultimo saluto è spirata a più di novant'anni e per cause naturali quasi allo scoccare del Duemila. Il Tempo della sua vita si è esaurito, molto semplicemente.

La prima inquadratura della storia si apre in un cimitero del Sud della Francia su una tomba "qualsiasi", una composizione floreale lussureggiante incuriosisce per dimensioni e allestimento perché reca questa frase: "To Andrée, with love and gratitude. The Kennedy Family".

Ma un oceano separa quella terra illuminata dalla residenza storica della dinastia più famosa degli Stati Uniti anch'essa affacciata sul mare, il Kennedy Compound. Eppure c'è un filo rosso che si è snodato per decenni e attraversato la loro vita quotidiana e quella della persona morta così come quella dell'editore Gallimard, e dello scrittore Albert Camus. La persona onorata dai Kennedy è stata la cuoca del "clan" per vent'anni: una trovatella francese nata nel 1907 cresciuta in maniera rocambolesca che arriva negli Stati Uniti dalla Francia in maniera abbastanza casuale al servizio di una famiglia americana. E poi diventa la cuoca dei Kennedy guadagnandosi i gradi sul campo, cioè in cucina.

Nelle case dei Kennedy negli Usa così come nella villa francese quando si spostano in Europa può sbizzarrire il suo estro preparando torte di compleanno, creare dal nulla i menu delle cene di gala della famiglia, organizzare i parti delle cene elettorali, vivere e condividere le vittorie e i drammi della famiglia più famosa del Novecento. Nel 1974 abbandona il "paese dei cowboy" e va in pensione ma continua a scrivere e ricevere lettere da Rose Kennedy madre del Presidente John assassinato nel 1963 fino alla sua scomparsa nel 1995 a più di cento anni. Due donne unite dallo spirito della propria consapevolezza e da una determinazione unica.

Valérie Paturaud
LA CUOCA DEI KENNEDY
Slow Food Editore 2026