Met Gala 2026, tra capolavori couture e ipocrisia

Dal trionfo di Chamberlain e Getty alle proteste anti-Bezos: la moda si divide tra arte, lusso e contraddizioni

Met Gala 2026, tra capolavori couture e ipocrisia

Quando arriva il primo lunedì di Maggio si pensa ad un solo evento: il Met Gala.
Arrivato alla 78ª edizione, viene istituito nel 1948 dalla pubblicista Eleanor Lambert, come raccolta fondi per il Constume Institute e dal 1995 la direzione passa ad Anna Wintour caporedattrice di Vogue. Il gala di beneficenza si svolge con un tema legato alla mostra del Metropolitan, quest'anno il tema era "Fashion Is Art" un tema che parrebbe semplice da seguire ma, a quanto pare, per alcune celebrità, non è stato così.



Tra le regine che sono riuscite ad esprimere al massimo il significato del tema c'è Emma Chamberlain in un costume Mugler che si ispira alla pittura materica e frammentaria di Giardini di Arles di Van Gogh, Anok Yai che diventa una Madonna Addolorata vivente modellata da Pierpaolo Piccioli in Balenciaga come fosse una scultura di bronzo e nero antracite, Madonna che diventa opera d'arte (più di quanto già non sia) impersonando The Temptations of Saint Anthony Fragment II con velo e damigelle annesse grazie al lavoro di Anthony Vaccarello per Saint Laurent ultima da citare ma non per importanza è Sabine Getty che, in Ashi Studio, trionfa con classe ed eleganza omaggiando l’arte classica mai scontata, forse l'abito più bello della serata.



Ci sono stati poi gli atleti da Venus Williams, che reinterpreta il trofeo di Wimbledon ad Eileen Gu che diventa una bolla di sapone volteggiante.
Si introducono poi, in mezzo a vere opere d'arte tessili, Bad Bunny in costume Zara e Kendall Jenner in Gap studio sotto la direzione di Zack Posen  - che dovrebbe essere una garanzia - sarebbe dovuta diventare una Venere di Milo, ma quello indossato è sembrato solo la bozza dell'abito, invece del modello finale.


Ci sono poi tutti i retroscena che hanno coinvolto l'evento quest'anno, dalla partecipazione tramite fondi di Jeff Bezos che sembra star facendo diventare il mondo il suo parco giochi, alla contro sfilata apparsa fuori dal Metropolitan Museum of Art nella quale sfilavano operai sottopagati dello stesso Bezos e di altre grandi multinazionali, cercando di far trasparire l'ipocrisia dell'evento e di quel mondo di beneficenza patinata e catartica.