Rapina alla banca di Napoli, la ricostruzione in 3d di Geopop

Il geologo Gianluca Minin ha percorso la galleria e realizzato una scansione 3D. Dodici metri scavati a mano sotto il caveau del Crédit Agricole

Rapina alla banca di Napoli, la ricostruzione in 3d di Geopop

Come è possibile scavare 12 metri di galleria sotto una banca, in pieno quartiere residenziale, senza che nessuno senta nulla? A rispondere è Geopop con un video di ricostruzione tridimensionale firmato da Andrea Moccia, geologo e divulgatore scientifico, che racconta la scansione 3D realizzata dal geologo Gianluca Minin, presidente della Galleria Borbonica, il quale ha fisicamente percorso il tunnel.

Contrariamente a quanto riportato in molti servizi di cronaca, i rapinatori non hanno scavato nel tufo giallo napoletano. Nella zona di piazza Medaglie d'Oro, nel quartiere Arenella, il tufo si trova molto in profondità. Il tunnel è stato invece ricavato in uno strato di materiale di riporto: macerie, detriti, pezzi di coccio, mattonelle e immondizia accumulati nel corso dei decenni, quella che Minin definisce "monnezza storica", che poggia direttamente sotto il solaio della banca. Un materiale incoerente, scarsamente cementato, facile da rimuovere senza attrezzatura pesante, senza vibrazioni e senza rumore.

Il tunnel, lungo circa 12 metri e con un diametro tra 70 e 90 centimetri, sarebbe stato realizzato quasi interamente a mano con una piccozzetta. Il materiale veniva poi caricato in secchi e scaricato direttamente nel sistema fognario, dove le acque correnti hanno contribuito a disperdere le tracce. Secondo la ricostruzione, i rapinatori hanno usato il martello pneumatico una sola volta: per bucare la parete del collettore fognario in conglomerato cementizio.

Da lì il percorso prosegue fino a un ambiente adiacente al caveau, con un dislivello di circa un metro. Per percorrerlo bisogna strisciare. Ma ciò che colpisce gli esperti è soprattutto la conoscenza del sottosuolo dimostrata dai rapinatori: la rete fognaria di Napoli è un labirinto di gallerie e collettori secondari dove orientarsi al buio richiede una preparazione approfondita. Chi ha progettato la rapina ha quasi certamente impiegato settimane se non mesi per prepararla.

L'indagine è coordinata dalla Procura di Napoli con il procuratore capo Nicola Gratteri. Molte domande restano ancora senza risposta: chi sono i rapinatori, qual è l'ammontare del bottino, se ci fosse un basista interno e dove siano sbucati dopo la fuga nel sistema fognario.