La terapia del naso all'insù: se perdersi nella bellezza guarisce i pensieri

Dalle case di ringhiera ai cieli stellati, così il vagabondaggio urbano e l'immaginazione diventano la chiave per ritrovare la quiete

La terapia del naso all'insù: se perdersi nella bellezza guarisce i pensieri

Ci sono sere in cui i pensieri si affollano nella testa e nessuna distrazione sembra sufficiente a scacciarli. In questi momenti non serve altro che uscire a camminare lasciandosi guidare dalla curiosità, senza una meta precisa, con il naso all’insù come Gian Burrasca.

Alzare lo sguardo nei centri storici significa trovare oltre le finestre socchiuse e i balconi fioriti, soffitti affrescati, cortili nascosti, frammenti di bellezza inattesa e dettagli che raccontano vite lontane. È in quel momento che, a volte, la mente comincia a liberarsi trovando un po’ di quiete e l'immaginazione prende il sopravvento.



È così che inizia a liberarsi la mente; quando guardandosi intorno si vede qualcosa di bello e si inizia a fantasticare sulla vita che si potrebbe fare vivendo in una casa di ringhiera a Milano o in un appartamento sui vicoli che portano a Campo de’ fiori a Roma; liberare la testa pensando ad una vita che non è propria o, a come potrebbe essere la propria vita, se si fossero fatte scelte diverse, a volte, aiuta anche a risolvere il problema che turbava la mente.

Passeggiare immaginando cosa ci sia oltre quel soffitto che si vede dalla strada è un esercizio per la quiete mentale e un istinto innato per la ricerca del bello da parte dell'essere umano.



Una sera d'estate, una sera di quelle tiepide che però non fanno dormire, fa uscire e passeggiare per le vie del centro come si fosse un personaggio di un libro, prima si guarda per terra, i fiori che sfidano il cemento, poi si guardano i clienti dei bar; chi straniero e chi no, chi più giovane e chi più vecchio e ci si sofferma a sognare su chi saranno o chi sono stati, poi si accende una sigaretta, perché a volte, anche chi non fuma in questi casi ha bisogno del tabacco e lo sguardo volge in alto, tra le Bouganvillea, le erbe rampicanti e il falso gelsomino che incorniciano insieme le finestre dei vecchi palazzi che aprono uno spiraglio sui soffitti a cassettoni, a volta e affrescati i quali, riempiono la mente di storie e fantasie che fanno tornare bambini e, a volte, fanno anche sentire di vivere in un'altra realtà, alla fine poi, dopo essersi soffermati ed aver finito la sigaretta, lo sguardo spesso si alza al cielo stellato, come conclusione di una storia raccontata a se stessi, che però svolge una funzione catartica e liberatoria.



E’ quindi importante a volte non dare per scontato l'utilità di una passeggiata al chiaro di luna, che riesce, a volte, a rendere le idee più chiare.