In un'Italia con le nascite ai minimi storici e una crescente pressione sulle famiglie, il pediatra sta assumendo un ruolo che va oltre la dimensione clinica. Non solo medico dell'infanzia, ma figura chiamata a leggere le trasformazioni sociali e le nuove fragilità dei bambini. È questo il messaggio al centro della Giornata Nazionale della Pediatria, in programma oggi, 5 maggio 2026, all'Auditorium del Ministero della Salute a Roma, promossa dalla Società Italiana di Pediatria.
Il titolo scelto per l'edizione di quest'anno "Il pediatra che sarà… in un mondo adultocentrico" pone una domanda che va oltre la clinica: quale spazio resta oggi all'infanzia nelle politiche pubbliche, nei servizi e nelle priorità del Paese.
Il punto di partenza è un dato demografico ormai strutturale. Le nascite in Italia sono scese sotto le 355mila unità annue, un nuovo minimo storico, in un contesto in cui il tema della denatalità resta spesso ai margini del dibattito pubblico.
Nel corso della giornata la Società Italiana di Pediatria insiste su un punto: la pediatria non è solo una disciplina clinica. Il pediatra viene descritto come una figura sempre più "di frontiera", chiamata a leggere i cambiamenti sociali prima ancora che sanitari. Non solo cura, ma interpreta i bisogni evolutivi, accompagna le famiglie e si confronta quotidianamente con fragilità nuove: salute mentale, disuguaglianze sociali, impatto del digitale e difficoltà educative.
L'iniziativa si svolge alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci e del Sottosegretario Marcello Gemmato, insieme a rappresentanti del mondo scientifico e delle principali associazioni del settore pediatrico e sanitario. Le conclusioni sono affidate a Pietro Ferrara, vicepresidente SIP.