Napoli è la città dove quasi ogni legge fisica che regola l'universo conosciuto non solo è disattesa, ma ne viene proposta una alternativa che fa vivere gli esseri umani dall'alba al tramonto, il napoletano è la lingua degli dei. Nessuno fino ad oggi si era interrogato in maniera sistematica sul come ciò possa avvenire e perché.
Marino Niola usa la sua potentissima lente di antropologo navigato per mettere in fila alcuni degli eventi miracolosi che avvengono ogni giorno, anzi ogni minuto, nella capitale del Mediterraneo: il luogo in cui è stato scritto l'unico libro anche per chi mai ha imparato a leggere (la Smorfia), la città del nobile italiano divenuto attore con il titolo più lungo (Antonio De Curtis alias Totò, il Principe della risata), il luogo dove il rapporto tra il mondo dei vivi e quello dei morti è costante e proficuo.
Dove San Gennaro, il santo patrono, è ritenuto più potente del Messia stesso, capace di perdonare sempre dai peccati chi gli si affida a corpo morto e di proteggere gli abitanti dalla minaccia del Vesuvio. Quello che possiede il tesoro con il valore più elevato di qualsiasi casa ancora regnante al mondo. Niola ha un'intuizione fulminante quando rintraccia l'origine in nuce di Gomorra, raccontata solo decine di anni dopo da Saviano, già nel bestseller degli Anni novanta Io speriamo che me la cavo di Marcello D'Orta con i temi scolastici grammaticalmente scombiccherati dei suoi piccoli alunni.

E poi via con Maradona prodigio calcistico in campo che rifiuta cento miliardi per trasferirsi alla Juventus, i fratelli De Filippo a teatro, Pino Daniele "nero a metà". I viaggiatori di ogni secolo che restano incantati da quella che appare essere una malia inarrestabile composta dal cibo, i colori, gli odori e i suoni. Quando la mappatura genetica dell'essere umano sarà completata in tutto e per tutto, si scoprirà che nascere e vivere a Napoli comporta una modificazione irreparabile di un gene, e nessuno (per fortuna) può farci nulla. Anche la matematica deve sottomettere alla sua logica: in nessun luogo del mondo è possibile offendere una persona appellandola con un numero.
Perché come ha scritto Curzio Malaparte: " (...) è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia (...) Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno".

Marino Niola
LA CAPITALE DELL'ANIMA
Perché Napoli è un'eccezione
Raffaello Cortina Editore 2026